Composta da 25 comuni e da circa 60.000 ettari di territorio, la Valsabbia si estende da Serle fino a Bagolino, al confine con il Trentino-Alto Adige. Forse, ancor più della Valtrompia, i suoi tesori restano nascosti tra i monti, ma se si sa dove cercare si resta senza fiato.

LIVEMMO, BELPRATO E L'ARCA DEI PENSER
È il caso dei piccoli abitati che si incontrano sulla strada che da Marmentino porta alla Nozza, teatro in settembre di una prova del rally automobilistico Mille Miglia. Perfetto per una gita autunnale per ammirare il foliage, il paese di Livemmo vi incanterà con l'eremo di Barbaine, un'antica chiesa medievale che regala una vista unica sulla natura selvaggia e sulle poche cascine e prati strappati all'avanzare del bosco, e i forni fusori cinquecenteschi che ci raccontano di quanto sia antica la vocazione siderurgica del territorio. Proseguendo in direzione Valsabbia si incontra Belprato, il paese delle case dipinte, frazione di Pertica Alta. Immaginate un intero paese trasformato in una gigantesca tela, dove artisti di diverse provenienze, ogni anno, dipingono i soggetti più disparati: dalle donne che strizzano i panni e che vegliano il lavatoio alle civette che presidiano l'ingresso di una casa, diventato parte integrante del dipinto. Fidatevi, resterete stupiti dal potere dell'arte di dare nuova vita a un piccolo borgo montano. Obbligatoria poi una tappa all'Arca dei penser, un percorso naturalistico a Pertica Bassa lungo il quale si è accompagnati da sculture lignee raffiguranti animali ma anche oggetti di uso quotidiano come un simpatico schiaccianoci.



IL LAGO D'IDRO
Dirigendosi verso il lago d'Idro si incontra Lavenone, con le scritte di periodo fascista sulle facciate degli edifici a monito di un passato che ha segnato profondamente e fisicamente anche i luoghi più lontani dal centro del potere. Il lago d'Idro è dominato dalla Rocca d'Anfo, fortezza di origine viscontea edificata a presidio del confine con il Principato vescovile di Trento ed ampliata nelle epoche successive. Da non perdere la visita guidata che vi farà immergere in una storia che vede il susseguirsi di dominazioni, da quella veneta a quella napoleonica fino al Regno d'Italia passando per il periodo asburgico. Una storia di conquiste e riconquiste, abbattimenti e ammodernamenti che contrasta con la piattezza e tranquillità del lago ai piedi della rocca.


L'ECOMUSEO DI CRUNE (BAGOLINO)
Poco conosciuto ma che merita una visita è l'Ecomuseo in località Crune, a Bagolino, che sorge in un'antica malga fuori dal paese con vista sulle pinete e i pascoli della Val Dorizzo. Il museo è aperto solo in alcuni periodi dell'anno ed è raggiungibile a piedi. La scelta di adibire parte della malga a museo, allestito come la casa contadina dei secoli scorsi, permette di calarsi nelle durezze e nel saper fare che caratterizzavano la vita quotidiana del passato in quello che era l'ambiente originale.
Il MAVS (GAVARDO)
Concludiamo il nostro viaggio nella parte meridionale della Valsabbia. A Gavardo si trova il MAVS, museo archeologico della Valsabbia, che attraverso reperti straordinari, come un calco di piroga realizzata in un unico tronco di quercia dell'età del bronzo (fine terzo millennio-inizi secondo millennio a.C.), ricostruisce la storia dell'uomo nell'area della gardesana occidentale e dalla Valsabbia, dal Paleolitico fino all'età moderna. Nel periodo estivo è possibile visitare anche il sito del Lucone di Polpenazze, dove è in corso uno scavo archeologico, e scoprire l'affascinante mondo dell'archeologia, guidati dal gentilissimo personale del museo.
Per programmare la tua visita in Valsabbia vista il sito www.vallesabbia.info

