FINE DI UN INCUBO PER EMILIO BERTELLA EX PRESIDENTE DEL TIRO A SEGNO NAZIONALE DI GARDONE VAL TROMPIA
Tre lunghi anni per porre la parola fine ad un lungo processo di primo grado, con l’assoluzione in formula piena perchè il fatto non sussiste. Vicenda con conseguenze non solo legali ma molto stressanti anche dal punto di vista psicologico e dell’immagine. A farne le spese l’80enne gardonese Emilio Bertella ex presidente del Tiro a Segno Nazionale di Gardone Val Trompia, insieme al bergamasco Thomas Giupponi. Nel 2019, quando Bertella ricopriva la carica di presidente del Tsn gardonese, Giupponi proprietario di un campo di tiro privato nella bergamasca, viene convocato in Questura a Bergamo per un problema riguardante il rilascio dei diplomi di maneggio armi finalizzato all’ottenimento del porto d’arma. I cacciatori bergamaschi, per ottenere l’attestato alla caccia agli ungulati (cinghiali, cervi, ecc), frequentano lezioni teoriche e pratiche nel campo di tiro privato dotato di bersagli a lunga distanza di proprietà di Giupponi, successivamente tramite il Tsn di Gardone, ottengono l’attestato. “Appresa la notizia della convocazione- precisa Emilio Bertella- ho deciso di accompagnare Giupponi in Questura con l’elenco di chi aveva ottenuto l’attestato. Ci veniva contestato, che gli attestati al maneggio armi, dovevano essere rilasciate dal Tsn. In pratica la Questura sosteneva che l’intero percorso teorico pratico per il riconoscimento della capacità di maneggio delle armi dovesse avvenire in una struttura afferente al TSN. Ed effettivamente gli attestati erano emessi e validati dal TSN di Gardone. La cosa pare concludersi con questi chiarimenti”. Nel 2022, la questione entra più che mai nel vivo. Bertella e Giupponi ricevono un avviso di garanzia con l’accusa di “Falso in atto pubblico ideologico”. Questo costa a Bertella la perdita della presidenza del Tiro a Segno di Gardone . Ma quel che pesa di più certamente la reputazione lesa. “C’era gente - commenta Bertella - che mi fermava per strada e chiedeva come erano andate le cose, con fare accusatorio . Non ho passato bei momenti, ne io ne la mia famiglia, pur sapendo di aver agito rispettando le norme”.
Ma finalmente è possibile porre fine a questa lunga e dolorosa vicenda: “Ora- conclude Bertella- sono soddisfatto che la giustizia, anche se lentamente, abbia fatto il suo corso. In paese sono stati tanti i commenti positivi, ne sono giunti anche da fuori provincia e questo mi ha aiutato ad essere ancor più sereno”. Nel frattempo Bertella riottiene la tessera federale UITS, ed ora è in attesa di essere reiscritto al Tiro a Segno di Gardone.
Tutti i media usati nell'articolo